La ruota

Una prima esperienza come editore Ubaldini la fa con la rivista intitolata La ruota, che esce in tre serie, delle quali la terza è di gran lunga la più importante.

La prima serie consta di sei fascicoli usciti nel 1937, quindi a cadenza bimestrale. Malgrado non abbia ancora un volto definito, ma appaia più come il contenitore di contributi occasionali, già ospita firme che saranno famose: Carlo Ludovico Ragghianti, Pietro Ingrao, nella veste di critico cinematografico, con un lungo saggio su Tempi moderni di Chaplin, Carlo Cassola, con dei racconti brevi, Giuseppe Dessì, Giuliano Briganti, Ugo Indrio, e qualche altro.

Nel 1938 escono, come seconda serie, solo tre fascicoli doppi: numeri monografici dedicati rispettivamente a Giappone, Jugoslavia e Paesi Arabi, ossia a paesi vicini agli interessi italiani di allora. I collaboratori sono di qualità anche in questa serie: per esempio, l’arabista Francesco Gabrieli e lo slavista Luigi Salvini.

Nel 1939 la rivista non esce, ma nel 1940 inizia la terza serie, questa volta una rivista a tutti gli effetti, ben impostata, con contenuti e programmi, dovuti sostanzialmente al nuovo Comitato di redazione composto da Mario Alicata, Giuliano Briganti, Carlo Muscetta, Guglielmo Petroni, Antonello Trombadori e Girolamo Sotgiu, copertina disegnata da Mino Maccari. Fino alla metà del 1941 la rivista è caratterizzata da una forte vena polemica, a tratti violenta, contro l’ermetismo, e da una sotterranea critica antifascista, propugnata da Alicata, Trombadori e Muscetta. Poi la loro influenza si attenua, cambia il comitato di redazione, e prevale un taglio esclusivamente letterario, meno polemico. Anche in questa terza serie, i collaboratori sono illustri: da Trompeo a Montale, a Antonio Baldini, Mario Soldati, Giaime Pintor, Mario Praz, Alfonso Gatto, Walter Binni, Manara Valgimigli, Cesare Pavese, Giovanni Macchia, insomma, la crema della giovane, e in qualche caso meno giovane, intelligenza italiana.

La rivista cessa le pubblicazioni per ragioni 'naturali' con la dispersione dei protagonisti nel marasma degli anni finali della guerra.



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