L’orizzonte epistemologico delle neuroscienze tradizionali è un modello che si ispira alla filosofia empirista, in cui i segnali arrivano al cervello dall’esterno: i circuiti neuronali li registrano, li elaborano e una qualche (misteriosa) parte del cervello decide se generare o no una risposta motoria. In questo orientamento ‘dall’esterno verso l’interno’, il cervello è fondamentalmente un apparato passivo, la cui mansione principale è quella di percepire e valutare gli input sensoriali (‘rappresentare’ il mondo esterno), e decidere se e come agire. La tesi centrale di questo libro, invece, è che il cervello è un sistema auto-organizzato, con connettività e dinamiche preesistenti, il cui lavoro principale è quello di generare azioni ed esaminare e predire le loro conseguenze. In questa ipotesi, che ‘rovescia’ l’operatività del cervello (‘dall’interno verso l’esterno’), gli output cerebrali, rispecchiati dalle azioni dell’individuo, interagiscono con i segnali in entrata e così conferiscono a un pattern cerebrale altrimenti privo di significato un senso per l’organismo. Non i termini inventati dall’uomo, ma il funzionamento cerebrale è la variabile indipendente da spiegare, ossia il suo coordinamento con l’attività e la facoltà cognitiva dell’animale uomo.
Traduzione di Sara Andreetta.
Traduzione di Sara Andreetta.
| collana: | Psiche e coscienza |
| codice EAN: | 9788834019184 |
| pagine: | 522, ill. |
| prezzo: | € 42,00 |





